Hyrox è una delle discipline di fitness competitivo più complete e impegnative del momento. Una gara in cui forza, resistenza e strategia devono convivere in perfetto equilibrio, e dove non basta essere semplicemente veloci o forti: serve una preparazione globale, costruita con metodo, e una mentalità competitiva capace di reggere la pressione della gara.
Per Giovanni Benzon, atleta e coach Hyrox, questo sport rappresenta molto più di una competizione. È il risultato di anni di allenamento, esperienza sul campo e studio continuo delle dinamiche di gara. Un percorso fatto di test, adattamenti e crescita, che lo ha portato a sviluppare una visione chiara di cosa significhi davvero prepararsi per Hyrox.
Attraverso competizioni affrontate in prima persona e programmi di allenamento Hyrox sempre più strutturati, Benzon ha definito un approccio che integra preparazione fisica, tecnica di gara, gestione dello sforzo, strategie competitive e lavoro mentale. Un metodo pensato per aiutare atleti di ogni livello a migliorare le prestazioni e arrivare pronti il giorno della gara.
Nell’intervista che segue, Giovanni Benzon racconta il suo metodo di allenamento Hyrox, condivide consigli pratici per affrontare al meglio la preparazione e offre una visione lucida e concreta dello sport, della strategia e della mentalità vincente che fanno la differenza quando la fatica si fa sentire.

Come sei entrato nel mondo Hyrox?
Sono entrato nel mondo Hyrox nel 2023, quando si è svolta la prima tappa italiana a Rimini. Prima di allora mi allenavo separatamente tra corsa su lunga distanza e forza in palestra, senza mai unire queste due componenti. Quel giorno decisi di iscrivermi alla gara senza una preparazione specifica, senza attrezzatura completa e senza aver mai provato gli esercizi tipici di Hyrox. Nonostante tutto, sorprendentemente vinsi la mia categoria e mi qualificai per il mondiale. Quell’esperienza fu una rivelazione: capii che potevo dedicarmi completamente a questa disciplina e, passo dopo passo, iniziai a inserire allenamenti specifici Hyrox nella mia routine settimanale, fino a renderla parte integrante del mio percorso sportivo. Oggi, oltre a gareggiare, cerco di trasmettere la mia passione, la mia dedizione e i valori positivi dello sport, mostrando come il miglioramento costante e la crescita personale siano al centro di tutto.
Qual è la differenza tra un atleta amatoriale e uno professionista?
La differenza principale sta nel volume di allenamento e nella gestione dello sforzo. Non si tratta solo di ore di allenamento, ma anche di resilienza mentale. Un professionista deve saper sostenere uno sforzo intenso per 50-60 minuti senza cedere, affrontando la fatica con disciplina e costanza. Questo richiede un equilibrio tra preparazione fisica e forza mentale, capacità di spingersi oltre i limiti senza compromettere la performance.
Come si struttura la tua settimana di allenamento?
La mia settimana di allenamento è molto strutturata e combina corsa, forza e movimenti specifici Hyrox. Corro da quattro a sei volte a settimana, alternando sessioni di intervalli veloci a corse più lunghe in zona aerobica, includendo progressivi per aumentare resistenza e gestione della fatica. A questo si aggiungono due sessioni di forza full body, mirate a sviluppare potenza e prevenire infortuni, e due sessioni specifiche Hyrox, pensate per replicare i movimenti di gara come sled push, wall ball e altri esercizi tipici. La palestra non serve solo alla performance, ma è essenziale anche per rinforzare articolazioni, tendini e core, elementi fondamentali per affrontare carichi ripetuti senza rischiare infortuni.
Su quali qualità ti concentri maggiormente?
Mi concentro principalmente su due aspetti: la capacità di sostenere sforzi prolungati in zona 4, ovvero la fascia di intensità aerobica elevata in cui si svolge gran parte di Hyrox, e l’endurance muscolare, cioè la capacità di mantenere prestazioni elevate nonostante l’accumulo di fatica intramuscolare. Hyrox è uno sport che richiede di mantenere ritmi elevati per periodi prolungati, migliorando la resistenza cardiovascolare e la gestione della fatica.
Qual è la tua strategia in gara?
La strategia è fondamentale per avere successo. Partire troppo forte compromette l’intera gara, perché il corpo accumula lattato e si affatica rapidamente. È fondamentale partire a un ritmo sostenibile, coerente con le proprie capacità, e mantenere questo sforzo costante fino alla fine, ottimizzando le energie per eventualmente migliorare il passo nella fase finale.

Quali errori vedi fare più spesso negli atleti?
Gli errori più comuni riguardano la gestione dello sforzo e la preparazione. Molti partono troppo veloci, sottovalutando l’intensità della gara e accumulando fatica troppo presto. Altri si concentrano esclusivamente sugli esercizi Hyrox senza costruire una base atletica solida, pensando che simulare la gara più volte possa sostituire la preparazione generale. La maggior parte del lavoro consiste invece nel costruire resistenza, forza e capacità aerobica con gradualità e costanza.
Come cambia il tuo approccio da atleta a coach?
Essere atleta e coach sono due ruoli molto diversi. Da coach devo convincere i miei atleti a fidarsi del processo e a non voler fare “troppo” subito. La pazienza, la costanza e il rispetto della programmazione settimanale sono fondamentali. L’obiettivo è portarli nella migliore condizione fisica e mentale possibile, insegnando loro a gestire lo sforzo, conservare energie e completare la gara nel modo più efficace. Li aiuto a percepire correttamente l’intensità dello sforzo, in modo da partire al ritmo giusto e arrivare alla fase finale con energia sufficiente per migliorare le proprie performance.
Quali consigli daresti a chi vuole migliorare nella disciplina Hyrox?
Il primo consiglio è allenare molto la corsa, costruendo una base aerobica solida che permetta di sostenere il ritmo gara per tutta la durata prevista. Non bisogna trascurare la forza, eseguendo esercizi come squat, stacchi, affondi e lavori sul core, essenziali sia per la performance sia per prevenire infortuni. Affidarsi a un coach competente è fondamentale, così come aumentare gradualmente volume e intensità degli allenamenti. Lavorare costantemente sulla capacità di sostenere sforzi intensi in zona 4, monitorando il tempo passato in questa fascia di frequenza cardiaca, permette di sviluppare la resistenza necessaria a completare la gara al meglio.
Quali sono i tuoi obiettivi futuri come atleta e come coach?
Come atleta, il mio obiettivo principale è il mondiale di Stoccolma, dove sono qualificato in tutte e tre le gare. Voglio costruire attorno alla mia figura una struttura solida con sponsor e collaborazioni, trasmettendo la mia passione per Hyrox e aiutando a far crescere la disciplina anche dal punto di vista della comunità. Come coach, il mio obiettivo è guidare sempre più persone a completare un Hyrox al meglio, migliorando fisicamente e mentalmente, e fare in modo che l’esperienza sia gratificante, divertente e soddisfacente, così che ogni atleta possa superare i propri limiti con il sorriso e la motivazione di aver raggiunto il traguardo.

Lacertosus e la preparazione HYROX: costruire spazi che trasformano il metodo in performance
Il percorso raccontato da Giovanni Benzon mette in luce un aspetto ormai centrale nella preparazione HYROX: non esiste performance senza un ambiente che la renda possibile. HYROX non è solo una gara, ma un sistema complesso che richiede forza, resistenza, capacità metabolica, qualità del movimento e una gestione precisa della fatica. Tutto questo deve essere allenato in spazi che non limitino il lavoro, ma lo amplifichino.
È in questo contesto che Lacertosus si inserisce come partner ideale per l’allestimento di spazi dedicati alla preparazione HYROX, perché parte da un principio chiave: l’attrezzatura non deve imporre un metodo, ma adattarsi al metodo dell’atleta e del coach.
La preparazione HYROX, come emerge chiaramente dall’approccio di Benzon, vive di continui passaggi tra:
- lavoro di forza massimale e forza resistente;
- lavori di corsa;
- fasi ad alta intensità e momenti di controllo tecnico;
- allenamento individuale e lavoro di gruppo.
Per rispondere a queste esigenze serve uno spazio versatile, modulare e solido, capace di sostenere carichi elevati ma anche volumi importanti, cambi rapidi di stazione e una grande varietà di esercizi.
Lacertosus lavora proprio su questo livello: trasformare una palestra in un ecosistema di allenamento, dove ogni area dialoga con le altre. I rack e i rig permettono di costruire stazioni multifunzionali per squat, press, trazioni, wall ball e lavori combinati; le panche e i bilancieri garantiscono sicurezza e precisione nel lavoro di forza; dischi e manubri coprono tutte le richieste di carico progressivo e lavoro metabolico tipiche della preparazione HYROX.
A questo si aggiunge un aspetto spesso sottovalutato ma fondamentale: il pavimento. In un contesto HYROX, il flooring non è solo una superficie, ma un vero strumento di lavoro. Deve assorbire impatti, garantire stabilità, permettere cambi di direzione rapidi e proteggere l’atleta nei volumi elevati. L’inserimento di erba sintetica e spazi dedicati a spingere slitte e allenarsi con movimenti esplosivi, insieme al vogatore e allo skierg, completa un’area funzionale per sessioni intense e ripetute nel tempo.
Un altro elemento centrale è l’area corpo libero e accessori. Kettlebell, wallball, sandbag, elastici, box, attrezzi per il conditioning e la mobilità non sono complementi, ma pilastri della preparazione HYROX. La possibilità di selezionare e integrare questi strumenti consente di replicare in allenamento le richieste reali della gara, costruendo atleti pronti non solo fisicamente, ma anche mentalmente.
Quello che emerge con forza è una visione condivisa: la qualità dello spazio influenza direttamente la qualità della preparazione. Un ambiente ben progettato permette al coach di applicare il proprio metodo senza compromessi, e all’atleta di esprimere continuità, intensità e controllo. È la stessa filosofia che Giovanni Benzon porta sul campo: niente scorciatoie, niente soluzioni standardizzate, ma un lavoro costruito nel tempo, con attenzione ai dettagli e alla sostenibilità della performance.
Per questo Lacertosus non è semplicemente un fornitore di attrezzature, ma un interlocutore tecnico per chi vuole creare spazi realmente funzionali alla preparazione HYROX, capaci di crescere insieme agli atleti, ai coach e agli obiettivi che cambiano stagione dopo stagione.
In un mondo in cui HYROX sta ridefinendo il concetto di fitness competitivo, avere uno spazio all’altezza del metodo fa la differenza tra allenarsi e prepararsi davvero. Ed è proprio in questa differenza che si costruiscono le prestazioni migliori.